Il Forex con calma: l’operatività della Campionessa del 2016

Scritto il alle 15:53 da Ascanio L. Strinati

Vediamo di fare qualche approfondimento sull’operatività di Ana Maria Bontoi campionessa della classifica Forex 2016 (e seconda assoluta).

Ho avuto modo di intervistare Ana Maria in occasione della premiazione all’Itf 2016 di Rimini.

L’operatività della campionessa non è stata assolutamente frenetica. Ha operato in quasi tutti i giorni del campionato, con un massimo di 12 eseguiti (quindi 6 operazioni) ed una media di circa 4 (quindi 2 operazioni). Per quanto la maggioranza dei trade si è conclusa nella stessa giornata, un certo numero di trade è stato chiuso il giorno operativo seguente.

Questo è anche frutto di una tecnica che utilizza principalmente un grafico con barre a 4 ore e ad 1 ora per individuare le tendenze principali ed un grafico a 15 minuti per gli ingressi. L’ingresso nel trade viene spesso individuato sulla base di divergenze che si conformano su un classico Oscillatore Rsi di breve periodo (tipicamente a 8 periodi). Come viene ben spiegato nei “buoni” libri di analisi tecnica la divergenza non è in sé un segnale di variazione (anche solo parziale) di un trend, ma va contestualizzato in una lettura più generale del mercato ed in questo è fondamentale valutare i grafici a periodo più lunghi come ben fa Ana Maria. I livelli di stop-loss e take-profit sono soprattutto dei valori statici che si identificano sui vari time frame.

Analizzando i loss ed i profit della campionessa, si individua un ottima gestione e controllo del rischio, che è uno dei punti focali per qualsiasi trader. Una regola fondamentale che ogni trader deve tener presente è: se non sai dove uscire da un trade (soprattutto in stop-loss) non è nemmeno il caso di entrarvi. Un altro accorgimento per tenere basso il rischio, soprattutto sul forex, è di tenere sotto controllo la leva. Ana Maria ha sempre usato leve tra 3 e 7. Se si pensa a broker (meglio chiamarli pseudo broker) che offrono leve ben oltre 100, nella realtà dei fatti i veri trader forex stanno mediamente ben sotto 10. Ricordiamoci sempre che di troppa leva si muore, ovvero si prosciugano i conti di trading.

Un ultimo sguardo lo diamo ai cross utilizzati. Nei suoi 130 eseguiti 40 hanno riguardato la valuta Australiana e 20 quella Neozelandese. Solo 20 eseguiti hanno riguardato l’euro e tra questi nessuno il cambio euro/dollaro. Ho chiesto spiegazione di questo sue scelte. La risposta è stata semplicemente che i grafici erano più chiari su quelle valute, mentre i grafici sull’euro/dollaro non presentavano attrattive ed i livelli di ingresso, stop e profit erano decisamente meno chiari. Inoltre Ana Maria ha specificato che nella sua operatività pesano anche gli eventi giornalieri (dati di rilievo) che possono influenzare un certo cross. Infatti forti attese sull’uscita di un certo dato stimolano la volatilità e movimenti direzionali più netti. Come sappiamo il 3 maggio (ultimo giorno del campionato ITCup) la Banca Centrale Australiana ha abbassato a sorpresa i tassi dello 0,25%.

Evidentemente la scelta di Ana Maria di basare l’operatività su questa valuta fa parte della sensibilità (fiuto) che ciascun trader riesce a sviluppare nel tempo.

Eugenio Sartorelli

(Socio Ordinario SIAT)

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1 commento Commenta
st.ros
Scritto il 6 giugno 2016 at 16:59

Il trading è comunque un’attività rischiosissima dal punto di vista di attaccamento psicologico al denaro perché anche se le transazioni sono poche, se una persona sta attaccata al monitor o comunque a controllare i prezzi e gli indici di borsa tutto il giorno vuol dire aver sviluppato attaccamento psicologico; inoltre il trading è un’attività speculativa che per chi non è intermediario vuol dire fare denaro con il denaro, non produrre nulla, nessun bene o servizio. Sono tutti comportamenti da evitare sotto l’aspetto morale religioso.
Per chi non lo avesse ancora letto:
http://tradingonline-un-problema-morale.blogspot.it/

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