Il comportamento della Sterlina al bivio della Brexit

Scritto il alle 19:40 da Ascanio L. Strinati

di Ana Maria Bontoi, Top Forex e vice Campionessa della ITCup 2016

 

Dopo l’accordo di Bruxelles e la negoziazione dello status speciale avvenuta il 19 febbraio 2016, il primo ministro conservatore David Cameron annunciava il “Referendum in Gran Bretagna il 23 giugno” relativo alla permanenza o meno del Regno Unito nell’Unione Europea.
Vediamo di seguito l’andamento della Sterlina nelle 17 settimane successive, rispetto alle principali valute, considerando la performance su base settimanale.

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La sterlina si è deprezzata nei confronti di tutte le altre principali valute, a partire da un -0,33% rispetto al Dollaro Statunitense, attraverso un -1,61% rispetto all’Euro, sino ad arrivare a perdere fino al 7.81% nei confronti dello Yen Giapponese.
Ulteriori informazioni sul comportamento della Sterlina, sono ottenibili osservando la variabile-tempo:
– Nonostante GBP muovesse a ribasso per il 59% del tempo (10 settimane su 17) rispetto all’EUR, il periodo analizzato si è concluso con un deprezzamento di solo un 1,61%, mentre nello stesso tempo il CHF e lo JPYsi sono apprezzate in modo significativamente maggiore ( GBP/CHF -3,40% e GBP/JPY -7,81%);
– Il maggior lasso di tempo trascorso in tendenza positiva è stato registrato su GBP/USD, seguito da GBP/SEK, GBP/NOK e GBP/AUD con il 53% del tempo (9 settimane su 17)

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Il rischio che il Regno Unito abbandoni l’UE resta ancora considerevole anche alla luce dei diversi sondaggi che mostrano dati controversi.
In caso di permanenza nell’Unione Europea da parte del Regno Unito, difficilmente assisteremo ad un rally poderoso della Sterlina, e pur tuttavia, alla luce di come sono stati interpretati i dati macro negli ultimi mesi, è lecito attendersi un moderato apprezzamento della stessa. Al contrario, in caso di uscita è possibile pronosticare ampia volatilità e forte svalutazione per la sterlina, la cui reazione dai minimi annuali è andata di pari passo con le previsioni dei bookmakers, che fino a circa 15 giorni fa ritenevano meno probabile il voto “leave” (le probabilità erano infatti scese fino al 28%).
La reazione iniziale sterlina a seguito del tragico assassinio della parlamentare britannica Jo Cox, avvenuto giovedì scorso, fa presumere che un tale insensato atto di violenza potrebbe indirizzare l’opinione pubblica verso il voto “stay”. I bookmaker stessi, hanno ridotto le quote offerte sul voto “leave”, proprio a seguito di questo nefasto avvenimento, dopo che per due settimane, l’uscita dall’UE, sembrava leggermente più probabile.

Diamo un rapido sguardo al grafico relativo a EUR/GB P:

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L’analisi tecnica del ciclo dominate sul grafico decennale mostra come tendenzialmente la sterlina si sia progressivamente rafforzata nei confronti dell’Euro, a partire dal dicembre 2008 quando il cambio quotava
0,9804. La ripresa dell’euro di questi ultimi mesi, è coincisa con l’attacco speculativo che è avvenuto nei confronti della Sterlina, a seguito dell’annuncio del Referendum sulla Brexit.

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Questo grafico mostra come il cambio Eur/Gbp si sia mosso all’interno di un quadro ribassista, mostrando peraltro una precisa correlazione inversa rispetto ai principali indici azionari europei(i lettori ricorderanno come infatti la ripresa dell’azionario sia partita proprio nel 2009, con storni significativi avvenuti nel 2010/2011/2012 che andavano a coincidere con i rimbalzi dell’Euro nei confronti della sterlina, cosa avvenuta anche quest’anno, a fronte di mercati azionari europei in difficoltà in questa prima metà del 2016. Tra il 2013 e la prima metà del 2015 invece la stabile crescita dell’azionario è perfettamente coincisa con la stabile svalutazione dell’Euro nei confronti della Sterlina).

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L’analisi tecnica a 5 anni ci fa vedere come nonostante il trend ribassista non sia ancora stato negato, il prezzo si trovi attualmente sopra la linea di tendenza e le medie mobili di lungo termine si siano incrociate a rialzo a fine 2015: non un bel segno per i mercati azionari, alla luce delle precedenti considerazioni.

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Analizzando invece quanto accaduto nel periodo Giugno 2015- Giugno 2016, possiamo notare come il cambio EUR/GBP abbia avuto un andamento marcatamente rialzista. Il prezzo si trova sopra le medie di lungo termine, e dopo aver trovato resistenza in area 0.7900-0.8100, si sta poggiando sulla media a 3 mesi (celeste).
Il movimento rialzista mostra segni di incertezza, alla luce dell’incrocio ribassista della media mensile (rossa) sulla media a trimestrale (celeste), anche se entrambe si mantengono al di sopra della media semestrale (verde), al test della quale il prezzo ha trovato supporto nello scorso mese di maggio laddove i tori hanno preso il sopravvento.
A mio avviso, una nuova violazione dei massimi 2016 potrebbe dare luogo a un nuovo, importante, movimento rialzista, in linea con quanto avvenuto negli ultimi 12 mesi. Ciò avverrebbe con ogni probabilità, a seguito della vittoria del “leave”.
Al contrario, in caso di voto “stay”, il primo target che sia lecito attendersi, sarebbe proprio il minimo relativo segnato a Maggio, in zona 0.7600, senza escluderne un breakout che potrebbe portare le quotazioni più in basso, in zona 0.7450.

In attesa del referendum, i cui risultati saranno svelati alle ore 4 del mattino di Venerdì 24, al fine di proteggere il nostro capitale, risulta saggio optare per una riduzione delle posizioni di trading, in quanto nei prossimi giorni è lecito attendersi un’elevata volatilità e non sono da escludere slippage, spread in aumento e sbalzi di prezzo anomali.

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